|
di Marc Peterschmitt, medico veterinario |
|
Storia
Questa malattia ereditaria è stata descritta per la prima volta 15 anni
fa negli Stati Uniti ed era caratterizzata da una strana morte dopo problemi
neuromuscolari in gatti relativamente giovani. A quel tempo il professor
John Fyfe riuscì a provare che c’era una causa genetica legata allo stretto
inbreeding utilizzato per iniziare la linea americana del gatto delle
foreste norvegesi. La mutazione è stata sequenziata da J. Fyfe ed è stato
sviluppato e messo a disposizione un test genetico dal 1996.
Sebbene il primo caso sia stato riportato nel 2005 in Germania, la malattia
è probabilmente più frequente di quello che crediamo dato che gli antenati
dei gatti norvegesi delle foreste americani derivano dall’Europa e
sfortunatamente contribuiscono alla sua diffusione nella popolazione felina
europea. La situazione era però sconosciuta in Europa dato che nessuno
(allevatori e veterinari) era a conoscenza di questo problema e quasi tutti
i casi sono rappresentati da morte neonatale.
In Francia il test per la GSD IV permette di mantenere i veterinari
informati sull’andamento di questa malattia: abbiamo già trovato tre giovani
gatti delle foreste norvegesi che, in accordo con i ricordi dei loro
veterinari, ne erano probabilmente affetti.
|
|
|
Genetica
Come tutti i mammiferi, i gatti possiedono diverse paia di cromosomi che
costituiscono le loro informazioni genetiche. Ogni cromosoma è composto da
diversi geni e tutti i geni presentano differenti possibili forme chiamate
alleli. Ogni animale eredita un cromosoma dal padre e l’altro dalla madre,
anche detti allele paterno e allele materno. L’allele è recessivo quando si
esprime fenotipicamente solo se è presente sia l’allele paterno che l’allele
materno. Altrimenti è detto allele dominante (o co-dominante, quando
entrambi gli alleli esprimono se stessi allo stesso tempo).
La mutazione della GSD IV è recessiva rispetto all’allele normale. Abbiamo
tre diverse possibilità:
-
entrambi i genitori sono sani (sono omozogoti per l’allele normale): i cuccioli saranno sani
-
uno dei due genitori è portatore
(eterozigote), altrimenti detto carrier: avremo il 50% dei cuccioli carrier
e il 50% sani. Sfortunatamente se un carrier sconosciuto è sempre accoppiato
con gatti sani non è possibile capire che c’è la mutazione (il gatto carrier
è un gatto sano) e ciò è disastroso quando un gatto ha molti discendenti.
-
entrambi i genitori sono portatori:
il 25% della cucciolata avrà il GSD IV, il 50% sarà portatore e il 25% sarà
sano.
|
|
|
Dovrei essere
preoccupato per questa storia?
Almeno due differenti linee sembrano essere coinvolte in questo
problema. Sfortunatamente potrebbero essere tre o quattro… Non abbiamo un
background di questa malattia e non abbiamo abbastanza dati per confermare
che solo due novizi erano carrier. Le mutazioni sono eventi rari, motivo per
cui stiamo cercando una relazione tra queste linee, forse geografica o
professionale, ma le ricerche sono molto difficili a causa dei novizi. |
|
|
Quali sono i segni clinici dei gatti affetti?
La patogenesi GSD IV corrisponde a una deficienza nell’immagazzinamento del
glicogeno. I segni clinici sono dovuti a un’ipoglicemia cronica che peggiora
gradualmente, con sintomi neuromuscolari. Molti dei gatti affetti nascono
morti o muoiono poco dopo la nascita (nelle prime ore o nei primi giorni).
Esiste però un’altra forma, che è più rara ma anche più specifica. Alcuni
cuccioli omozigoti crescono normalmente fino all’età di 5-7 mesi ma
improvvisamente il loro sviluppo si ferma, diventano sempre più deboli e
mostrano questi segni clinici:
-
ipertermia elevata (oltre 40° Celsius), insensibile ai corticosteroidi
-
tremori intermittenti e generalizzati che
diventano permanenti
-
fiacchezza intermittente, a “singhiozzo”
-
debolezza muscolare, seguita da
atrofia muscolare, contratture fibrotiche di articolazioni che portano a
difficoltà di movimento e di alimentazione e che richiedono assistenza
continua da parte del proprietario
-
tetraplegia
La malattia è
inevitabilmente letale: la morte sopraggiunge spesso dai 10 ai 14 mesi di
vita. Questi giovani gatti adulti, talvolta dopo coma, muoiono di attacco
cardiaco. Spesso il proprietario decide di eutanasizzare il suo animale
perché questo sembra soffrire molto negli ultimi mesi della sua vita.
|
|
|
Diagnosi di GSD IV?
Diverse analisi possono
essere sottovalutate: l’attività di creatinina chinasi (CK) aumenta
(causando lesioni muscolari) e a volte anche il parametro epatico ALT. L’elettromiografia
è informativa ma la diagnosi con certezza ha bisogno del test genetico. Nel
passato hanno usato l’istopatologia e misurato l’attività del GBE (l’enzima
deficiente nella GSD IV)
|
|
|
Cosa dovremmo fare?
Oggi il test genetico ci permette non solo di individuare i gatti affetti ma
anche i carrier, che sono il reale problema e IL pericolo per la razza.
Nessuno può assicurare che le sue linee siano sane. I cuccioli nati morti
sono abbastanza frequenti negli allevamenti, mentre la forma neuromuscolare
era completamente sconosciuta alla maggior parte degli allevatori e dei
veterinari europei fino agli inizi del 2007. Naturalmente è improbabile che
si trovi la mutazione GSD IV in un allevamento che non ha mai avuto problemi
nelle sue linee nonostante i molti incroci, ma non può essere escluso: i
problemi legati alla GSD IV possono impiegare più di dieci anni prima di
palesarsi. Per esempio, abbiamo trovato GSD IV in linee inaspettate in
Francia e Germania. Trascurando questo problema, la frequenza dei carrier
aumenterà appena la mutazione incontrerà una linea ben conosciuta.
Attualmente sappiamo che allevamenti nord-europei ben conosciuti hanno già
avuto (o sempre avuto?) carrier perché alcuni gatti esportati sono stati
testati e trovati positivi. Devo anche aggiungere che abbiamo un dubbio per
un World Winner che generò almeno due gatti sospetti in due diverse
cucciolate.
Nondimeno questa malattia è subletale: tutti i gatti affetti muoiono prima
di avere l’opportunità di riprodursi e disseminare la mutazione. Di
conseguenza la frequenza della malattia dovrebbe rimanere costante, il che
spiega perché abbiamo appena l’8% di carrier in Francia.
Bene, voi vi chiederete probabilmente perché consigliamo di testare i vostri
gatti se la frequenza non aumenta. Nel rispondere, vi invito a immaginare il
travaglio di un proprietario quando compra un gattino affetto che sviluppa i
primi segni solo due mesi dopo. Oggi conosciamo la malattia e abbiamo i
mezzi per combatterla. Ogni allevatore ha la responsabilità nei confronti
della razza e dei suoi membri e anche nei confronti degli altri allevatori.
La storia è un continuo inizio e la situazione americana degli anni ‘90
potrebbe essere vissuta di nuovo da qualche altra parte, se un carrier
dovesse essere esportato in un paese in cui la popolazione del gatto delle
foreste norvegesi è limitata.
Oggi siamo a conoscenza di questo e saremo responsabili per tali problemi.
Naturalmente tutti gli allevatori avranno ancora mortalità infantile nelle
cucciolate… non voglio che vi preoccupiate senza motivo ma vi invito a porvi
alcune domande prima di affermare di non essere coinvolti. Testare un gatto
oggi corrisponde a diversi gatti che non avranno bisogno di essere testati
negli anni a venire.
Io sono stato il primo a pensare che potremmo ignorare questo problema. In
ogni caso abbiamo trovato circa il 6% di carrier in Francia e l’8% in
Francia e Germania. Questo è abbastanza importante per una malattia che non
era conosciuta all’inizio dell’anno. |
|
|
Cosa dovrei fare se il mio gatto è carrier?
-
Il gatto dovrebbe essere castrato e tutti i suoi discendenti testati
-
se il gatto è molto importante per i piani di allevamento ed è pressoché
perfetto può essere incrociato con gatti sani. Tutti i cuccioli devono
essere testati e, se carrier, ceduti come gatti da compagnia. Prima di
essere ceduti dovrebbero essere sterilizzati e muniti di microchip
-
se non avete carrier e volete comprare un nuovo gatto richiedete
all’allevatore di vendervi un gatto sano. Fate lo stesso quando accettate
strani accoppiamenti.
|
|
|
Amber e GSD IV?
I primi due gatti europei affetti erano amber e ci hanno permesso di portare
alla luce un problema del quale avevamo già sentito parlare senza esserne
veramente coinvolti. Comunque la GSD IV non riguarda solo gli amber!
Sfortunatamente alcuni progenitori sono stati accoppiati con carrier GSD IV
e gli incroci per fissare il colore hanno allo stesso tempo selezionato la
malattia. La GSD IV infatti è stata descritta per la prima volta negli Stati
Uniti ma l’amber non era mai apparso nonostante gli incroci. Oggi il test
per la GSD IV è stato introdotto in molti allevamenti tedeschi di gatti
amber. Se i primi risultati sembravano essere spaventosi, quelli definitivi
sono buoni e ci sono solo alcuni carrier. Una selezione appropriata
permetterà di dimenticare la GSD IV in alcuni anni. Per evitare lo stesso
problema in futuro tutti i gatti introdotti in questi piani d’accoppiamento
devono essere sottoposti al test. |
| |
|
Se volete saperne di più… |
| |
|
Articoli
A complex rearrangement in
GBE1 causes both perinatal hypoglycaemic collapse and late-juvenile-onset
neuromuscular degeneration in glycogen storage disease type IV of Norwegian
forest cats, Mol Genet Metab. 90, 4, 383-92.
http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?tool=pubmed&pubmedid=17257876
Glycogen storage disease
type IV: inherited deficiency of branching enzyme activity in cats., Pediatr
Res. 32, 6, 719-25.FYFE (1995)
Glycogen storage disease in cats, J Am Vet Med Assoc. 206, 3, 286.
In Congenital feline
myopathies, Glycogen Storage disease type IV, 360-361
|
| |
|
Web
|
| |
|
Laboratori che eseguono il
test genetico
E’ disponibile un test
genetico, su sangue o tampone boccale, per individuare non solo i gatti
affetti ma anche i portatori. In questo momento i laboratori che eseguono
questo test sono:
Ogni laboratorio prevede
l’invio a casa, su richiesta, del materiale per i test (tamponi o provette
per raccolta ematica), insieme con la documentazione necessaria.
|