PERCHE' PARTECIPARE AD UN ESPOSIZIONE?

(data articolo 27/01/2005)

Alcuni di voi si chiederanno: perché devo portare il mio adorato amico in esposizione?......... dove dovrà stare in una gabbia e dove un giudice lo valuterà e poi il pubblico che passa e tra tanta gente i bambini che lo toccano e lo disturbano?
Queste domande mi vengono spesso poste e la mia risposta è che se uno non se la sente di fare questa esperienza non è importante, è solo una nostra vanità!!

In fondo il nostro gatto che viene giudicato e che poi va sul palco è per noi un immensa soddisfazione che i gatti, almeno alcuni gatti non sopportano.
Infatti sta proprio qui il dilemma: ci sono gatti che adorano farsi ammirare e si mettono addirittura in posa, altri invece che odiano con tutta la loro forza questo genere di manifestazioni.
Siamo noi che dobbiamo capire con quale tipo di gatto abbiamo a che fare se con un amante della notorietà oppure no, e sta sempre a noi che se abbiamo a che fare con il secondo tipo lo dobbiamo lasciarlo a casa e rinunciare “NOI” alla voglia di notorietà.
La maggior parte degli espositori sono allevatori a cui serve avere un giudizio del giudice per poter far fare la carriera ai propri riproduttori in questo modo i figli che nasceranno da questi gatti potranno definirsi figli di campioni con buone possibilità di essere loro stessi dei futuri campioni. Per l’allevatore è importante il giudizio del giudice per poter capire se sta lavorando bene oppure no.
Per chi non alleva e si avvicina per la prima volta a questa esperienza, è un modo per passare due giorni in compagnia di persone che hanno la stessa passione ed un modo per capire se il proprio bignamino è un futuro campione.
Il primo consiglio che posso dare è innanzitutto di verificare se il proprio miciotto è un gatto da esposizione oppure no e questo è possibile farlo andando ad una esposizione.
Il secondo è di provare così per curiosità e vedere se questo mondo di amanti di gatti è poi così affascinante come appare ad occhi inesperti.

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QUALI REQUISITI DEVA AVERE UN GATTO PER POTER PARTECIPARE ALLE ESPOSIZIONI FELINE?

Per potere partecipare alle esposizioni feline, un gatto di razza deve innanzitutto essere dotato di pedigree e non avere, rispetto allo standard di razza, difetti tali da precludere la possibilità di ottenere il Certificato di attitudine alla classe di campionato cui partecipa.

Lo standard del norvegese delle foreste lo trovi alla pagina "il norvegese".
Detto questo, per potere essere ammesso ad una esposizione, il gatto deve essere in regola con le vaccinazioni trivalenti e avere la vaccinazione contro la rabbia (da qualche tempo in alcune associazioni ad esempio l’AFeF, l’antirabbica non è più obbligatoria per i gatti provenienti dall’Italia, salvo alcune regioni dove è obbligatoria Sardegna ecc.)
Il Club consiglio di far vaccinare il proprio gatto contro la FeLV (Leucosi felina), anche se questa vaccinazione non è obbligatoria.
Dal 1 ottobre 2004, i gatti che vengono iscritti ad esposizioni all'estero devono essere dotati di microchip e avere il Passaporto Europeo.
All’entrata in esposizione il micione verrà sottoposto ad una visita veterinaria e ammesso solo se in buona salute.

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COME DEVO FARE PER ISCRIVERE IL MIO GATTO IN ESPOSIZIONE?

Per iscrivere il proprio gatto ad una esposizione, bisogna compilare in ogni sua parte e spedire entro i termini la domanda di iscrizione alla Segreteria dell’Esposizione.
I moduli di iscrizione alle esposizioni sono ormai quasi sempre disponibili on line, così come è possibile iscriversi direttamente on line (a questo proposito si fa riferimento al sito della propria associazione o alla pagina dell'esposizione cui si vuole partecipare).

Se non avete la possibilità di inviare il modulo on line lo potete inviare via fax o per posta.
Comunque invierete il modulo di iscrizione ricordatevi sempre di chiedere la conferma di ricezione.
Il pagamento dell'ingresso si fa normalmente prima della visita veterinaria; diversamente, si invia un bollettino postale.
Il costo dell'ingresso di un gatto ad una esposizione varia da associazione ad associazione, ma si aggira mediamente intorno ai 20-25 euro. All'estero può essere più costoso.

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DI CHE COSA C'E' BISOGNO PER PARTECIPARE AD UNA ESPOSIZIONE?

All’ingresso dell’esposizione ci verrà consegnato il catalogo (obbligatorio), il numero assegnato al gatto e l’indicazione del ring in cui è stata situata la gabbia ed effettuare il pagamento, se non è stato fatto precedentemente. Dopodiché il gatto verrà sottoposto alla visita veterinaria con controllo del libretto sanitario.

vaschetta con lettiera

paletta

spazzola e pettine

cuscino

Il gatto, una volta entrato in esposizione, dovrà essere alloggiato nella gabbia assegnatagli.
Dovrà essere cura dell’espositore  addobbarla con un tappetino, delle tendine e tutto il necessario per far passare al nostro gatto due giorni per lo meno tranquilli.

La gabbia

misura circa cm. 70x70x70 (la singola) e cm. 70x70x140 (la doppia).
Generalmente per ogni gatto viene data la gabbia singola, la doppia solo su richiesta e dietro pagamento di una piccola quota, da sommarsi a quella di iscrizione.
La gabbia doppia in effetti presenta molti vantaggi, principalmente perché il micio, essendo di dimensioni grosse, può sgranchirsi e muoversi meglio ed inoltre c’è più spazio per le sue cose (lettiera, ciotole, cuccia ecc.).

Arredo gabbia

Innanzitutto prima di addobbare la gabbia occorre disinfettarla e pulirla (vanno bene prodotti che disinfettano e puliscano).
Occorrente:

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un plaid o un tappetino per ricoprire il fondo della gabbia, in modo che il gatto non cammini o si sdrai sul metallo;

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un paio di tendine da applicare ai lati della gabbia;

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una cuccia nella quale può rifugiarsi, magari perché è la prima volta e ha un po’ di paura;

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una cassettina igienica, in commercio ce ne sono di apposite molto piccole per poter essere introdotta nella gabbia attraverso l’apertura;

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la lettiera;

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le ciotole una per il cibo e l’altra per l’acqua, il micio dovrà rimanere in gabbia per circa 10 ore;

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cibo, quello abitualmente somministrato.

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MA E' VERO CHE I GATTI IN GABBIA SOFFRONO MOLTO DURANTE LE ESPOSIZIONI?  E’ VERO CHE PER FARLI STARE TRANQUILLI IN GABBIA VENGONO DROGATI?

Non necessariamente i gatti soffrono durante le esposizioni, anche se è vero che un'esposizione è sempre motivo di stress, a causa del fatto che i gatti sono costretti a stare in gabbia, che sono disturbati dalla folla, dai rumori, dagli odori (pensate, soprattutto per un adulto, che cosa significa sentire tutti gli effluvi emanati dagli altri...). Questo non necessariamente ingenera sofferenza, ma bisogna stare attenti a rispettare il gatto: se è evidente che il gatto non apprezza le esposizioni (ringhia, si nasconde, assume un comportamento nevrotico, grattando le pareti o piangendo continuamente), allora è decisamente meglio evitargli questo fastidio e tenerlo a casa, dove è sicuramente più felice. Di solito i gatti affrontano le esposizioni rifugiandosi nel sonno: è infatti comune vederli dormire, così si difendono e intanto ingannano la noia dello stare chiusi in gabbia. Alcuni gatti, più vivaci di carattere, ne approfittano comunque per giocare: è facile vedere soprattutto i cuccioli, divertirsi con i giochini o guardare interessati quello che accade loro intorno.
Non sono quindi drogati!
Purtroppo esistono espositori che, per placare un gatto troppo nervoso o impaurito, in effetti usano sedativi: ma questo è vietato dal regolamento e comunque un gatto sedato è facilmente riconoscibile dallo sguardo e dalle pupille. Meglio, in questo caso, rinunciare alla carriera (anche perché, se qualcuno se ne accorge, il gatto è automaticamente squalificato) e tenersi il gatto felice a casa: la sua salute e il suo benessere devono essere sempre in primo piano!

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PERCHE' IN ESPOSIZIONE SI VEDE SPESSO SCRITTO SULLE GABBIE: "NON TOCCARE I GATTI"?
PERCHE' IN ESPOSIZIONE SI VEDE SPESSO DAVANTI ALLE GABBIE UN TELO DI PLASTICA?

E' una banale questione di prevenzione; molte delle persone che vengono alle esposizioni sono sinceri amanti dei gatti fino ad essere disposti a spendere addirittura dei quattrini per entrare a guardarli che dormono in una gabbia...

Spesso questo amore per gli animali si accompagna ad un altrettanto sincero entusiasmo e - di gabbia in gabbia - si tocca tutto quello che si può. Se il veterinario di servizio e l'espositore (entrambi in perfetta buona fede) possono mettere la mano sul fuoco sulla salute del gatto al momento della sua entrata all'esposizione, nessuno, ma proprio nessuno, può sapere se un determinato gatto stia incubando una qualche malattia virale. I simpatici ed espansivi visitatori potrebbero quindi essere inconsapevoli veicoli di "contagio", con il loro ditone indagatore o col piumino (assai più insidioso); e potrebbero esserlo anche i giudici e gli steward, che infatti non a caso si disinfettano fino a scorticarsi le mani e a bucarsi i vestiti.
E che dire delle centinaia di pelosi che per ore si sono strusciati sui pantaloni dei loro padroni fino ad un minuto prima che questi uscisse per andare all'esposizione? Almeno due stanno covando un raffreddore, scommettiamo? Niente di male, ovviamente, o di terribile.... Solo che se i "fuffi", o i "pippo", sono 6,7,8,9,10... si passa la sera della successiva settimana a curarli!!!
Se poi un micione ha una micosi o altre malattie contagiose si passa parecchi mesi prima di riuscire a debellarla.
Tutto qui. Ecco perché sulle gabbie vengono messe delle protezioni in modo che il visitatore possa vedere i gatti ma non può toccarli.

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