NORDMØRE'S COARACI'
UNA STORIA VERA FATTA DI AMORE E TANTA TENEREZZA

(data articolo 16/01/2006 - di Carmen de Andrade)

COARACÌ: Il significato del suo nome _ "sole, estate" _ la dice lunga su chi è Coaracì. È nata con soli 73 grammi. Due giorni dopo era arrivata a 64. Ho pensato: "Non ce la farà!" Ma, poi ho cercato di osservare se la mamma la scansava (atteggiamento tipico delle mamme, quando riconoscono, per qualche misterioso dono della natura, che il cucciolo non ha "chance" di sopravvivenza) o se erano i fratelli e la sorella che _ più grandi di lei ed anche un po' prepotenti _ non la facevano arrivare ai capezzoli se non quando li avevano già svuotati.

Confesso che, se la prima ipotesi si fosse verificata, avrei lasciato che la natura _ molto più saggia di noi _ facesse il suo corso. Ma ho osservato invece, che Ivana si prodigava in cure assidue alla piccola Coaracì. Nel contempo, provvedeva a dar da mangiare agli altri piccoli "leoni", i quali, essendo più prepotenti, ciucciavano anche il "boccone" di Coaracì. Il risultato era che, quando la piccola arrivava finalmente ad attaccarsi alle mammelle della madre... le trovava completamente svuotate!

Fu così che decisi di intervenire. Con una miscela di latte che cerca di avvicinare il più possibile il latte di mamma gatta, ho cominciato a dare delle poppate extra a Coaracì. All'inizio sputava tutto, ma poi, piano, piano, ha scoperto che quel latte poteva riempire, in parte, il "buchetto" che le rimaneva nello stomaco, anche dopo aver poppato dalla madre, visto che gli altri cuccioli lasciavano ben poco a lei.

 

Cerco di non sostituire la madre, ma solo aiutarla, e Ivana _ ne sono sicura _ capisce che la sto aiutando a tirare su la sua piccola Coaracì. Teneramente mi fa le fusa, con uno sguardo dolcissimo. Ogni tanto, prendo la piccola e la lascio per un po' da sola con Ivana, in modo che lei possa poppare prima degli altri, ma non sempre posso farlo, perché Ivana non è molto d'accordo con l'idea di allattarla fuori della "nursery". E se la metto dentro, la "gang" dei famelici arriva e... la povera Coaracì è spazzata via in un batter d'occhio.

Coaracì è dolcissima ed è di una tenerezza infinita vedere come lei "impasta" contro il palmo della mia mano, per chiedermi che le dia del latte. Mi si scioglie il cuore quando la sento _ quell'esserino così piccolo e vulnerabile _ farmi le fusa, tutta felice, quando ha il pancino pieno.

Sono grata a Coaracì per questa bellissima esperienza che lei mi sta facendo vivere. Una esperienza che non avevo mai dovuto affrontare, in questi 19 anni che vivo con i miei gatti e gattini. La sua lotta per la vita, la sua grinta per essere qui, in questo mondo meraviglioso, nonostante un inizio non molto promettente, fa di lei una gattina molto, moltissimo speciale.
 

Ecco Coaracì che ciuccia il suo biberon...

A titolo d'informazione: se un giorno vi capiterà di trovare un gattino di pochi giorni, sappiate che il gattino dev'essere allattato così, in questa posizione, e non come un bambino, altrimenti può morire soffocato. Inoltre, dopo la poppata, bisogna prendere un batuffolo di cottone umido e massaggiare delicatamente i suoi genitali, in modo che possa fare i suoi "bisognini", perché non lo farà da solo e, se non sarà stimolato a farlo, con la procedura adatta _ cioè, con l'imitazione delle leccate della mamma _ finirà per morire, anche se allattato.

E per finire in bellezza, scusate... il ruttino!

Ed ora vi faccio vedere io...

E conferma la mia convinzione: a dispetto della nostra vulnerabilità e della nostra fragilità in determinati momenti della nostra vita, se troviamo qualcuno che ci dia una mano _ anche se piccolissima _ ce la facciamo!