L'ALLEVATORE RESPONSABILE E GLI SPAZI VITALI PER I GATTI

(data articolo 05/02/2005)

Ho scoperto di avere i requisiti necessari per essere un eccellente allevatore!

Quando ho ceduto alle esortazioni di tutti quelli che, da tanto, volevano vedermi diventare allevatore, l'ho fatto con tanti dubbi e con una sensazione d'inadeguatezza dentro di me, qualcosa come se io non fossi all'altezza del compito. Mi sentivo così nonostante avessi gatti con me dal 1987, anno successivo al mio arrivo in Italia, e avessi già fatto partorire tutte quante le mie quattro femmine (due Siamesi, una Persiana blu e un incrocio tra un Persiano e un Europeo, che assomigliava ad un Norvegese delle Foreste), con gran naturalità e successo, nel senso che avevo perso solo due cuccioli e non per la mia imperizia: un piccolo della seconda cucciolata della Siamese, che sicuramente era nato con qualche malformazione, perché la mamma l'ha rifiutato subito e lui è morto poche ore dopo il parto; e Tobby, figlio della mia bellissima Tisiu (l'incrocio tra Europeo e Persiano) che è nato da un parto cesareo, in una clinica veterinaria, dove è stato contagiato con il virus della terribile FIP (la Peritonite Infettiva Felina) ed è morto all'età di tre mesi, senza mai essere uscito da casa: un dolore grandissimo!

Col passare del tempo, però, ho visto che quella sensazione di non essere all'altezza del compito era totalmente fuori luogo, perché avevo e ho tutti i requisiti per essere (e lo sono) un eccellente allevatore. E lo dico senza false modestie perché quel che ci vuole per essere un eccellente allevatore è un po' di conoscenza sul mondo felino e la curiosità e desiderio di conoscere e di imparare sempre di più, oltre a (e questo sì è importante) un amore sviscerato per queste stupende creature, insieme a tanto rispetto per il loro "essere" e una sensibilità a fior di pelle, per capire tutti i messaggi che loro continuamente ci inviano, indirizzando il nostro comportamento nei loro confronti.

A chi leggerà quest'articolo e, per caso si troverà nella stessa mia indecisione, io dico: "Dai! Vieni pure tu, se hai i requisiti che ho appena indicato. Così, a poco a poco, diventeremo tante persone che vogliono veramente fare gli allevatori animati dal rispetto e dall'amore dovuti a questa creatura meravigliosa ed affascinante che è il gatto!"

Allevare, così come lo intendo io, significa, prima di tutto, avere pochi gatti, in modo da poter garantire ad ognuno di loro il proprio "spazio vitale". Solo con un numero limitato di animali, potrai garantire al maschio, alle femmine ed ai cuccioli le attenzioni e le cure che assicureranno agli adulti, una vita pulita, sana e serena; e ai piccoli, l'affetto, la pulizia e la socializzazione che li farà diventare dei compagni straordinari per le persone che li adotteranno.

Garantire ad ogni singolo animale il suo "spazio vitale" significa garantire amore, attenzione, pulizia, cibo di eccellente qualità e rispetto per la sua dignità. Significa inoltre considerare una coppia di gatti non alla stregua di una "catena di montaggio" che produce gattini, da sfruttare per il proprio profitto.

Garantire ad ogni singolo animale il suo "spazio vitale" significa trasmettere ad ognuno -che è in grado di capire benissimo- questo messaggio: "Tu sei l'unico gatto della mia vita!" Anche se, in realtà, lui sa di essere "l'unico" insieme con "alcuni altri". Ho detto "alcuni" e non "tanti altri". Perché se c'è una cosa che il gatto non sa sopportare e questo lui te lo fa capire con alcuni comportamenti specifici e con delle manifestazioni patologiche svariate, è la promiscuità, è diventare soltanto un tassello in più nel mosaico di un allevamento con numerosi soggetti: un luogo dove non c'è tempo per conoscere e capire l'individualità di ogni singolo gatto.

Immancabilmente discreti, puliti e dignitosi, i gatti sono l'antitesi della promiscuità.

Condannare dei gatti a vivere in una situazione di promiscuità è una violenza contro un animale che spicca per la sua raffinatezza, per il suo buongusto e per il suo senso di opportunità; contro un essere che non è mai invadente, che gode di un equilibrio emozionale che ci dovrebbe servire da modello e che sa amare senza cadere nel servilismo.