IL NORVEGESE SI ADATTA A VIVERE CON I BAMBINI?
E' ADATTO A VIVERE CON ALTRI ANIMALI?

(data articolo 07/02/2005)

Malgrado il suo aspetto da gatto selvaggio il Norvegese delle Foreste è un Grande Buono.

Il Norvegese delle Foreste non è solo un bel gatto dall'aspetto selvaggio ed  imponente, ma è anche dolce e coccolone, è molto socievole ed è per questo che non ha difficoltà ad accetta altri gatti, cani, conigli, animali in genere e i bambini senza problemi.
 

 

Per quanto riguarda far convivere il norvegese con i bambini non ci sono difficoltà, sta ai genitori insegnare ai propri figli il rispetto verso il gatto norvegese e direi...... verso ogni singola creatura, perché gli animali non sono giocattoli che li puoi prendere, tirare, picchiare, tirar loro calci o infilare le dita ovunque, vanno rispettati come creature e se un buon genitore insegna questo ai propri figli non ci saranno problemi di nessuna natura, sia con i norvegesi sia con tutti gli altri animali.

Ricordiamoci sempre che sono esseri viventi e che hanno i loro sacrosanti diritti e che vanno rispettati.
Ricordatevi inoltre che non sono oggetti che quando ci si stufa li si butta via, ricordatevi che il batuffolo diventerà adulto  e che potrà star con voi anche per 20 anni.
Vedere i bimbi insieme ai loro animali e con quale complicità si scambiano sguardi e tenerezze, ti riempie il cuore di emozioni ed è un peccato che alcuni genitori non diano la possibilità ai propri figli di godere di questa gioia.

 

 

Per quanto riguarda la convivenza con gli altri animali sta comunque a noi far si che lui li accetti e che gli altri animali accettino lui.
E' uno spettacolo vedere un norvegese giocare, rincorrere ed essere rincorso dal suo compagno cane, vederli riposare insieme, fianco a fianco; e pensare che si sul dire "come cani e gatti", ma queste immagini dimostrano tutto il contrario di tutto.

Ricordatevi sempre però che ha comandare è sempre e solo lui il norvegese.
Col suo carattere gioioso e giocherellone sa conquistarsi tutti cani compresi, anche i più restii, leggete questo racconto e capirete che non ci sono cani mazzagatti ma solo padroni "imbecilli"
Inoltre il norvegese va d'accordo anche con altri animali, conigli, furetti etc, basta abituarli, e qui entriamo in gioco noi che dobbiamo armarci di pazienza e insegnare ai nostri compagni a rispettarsi a vicenda.

 

 

Con gli uccellini diventa però tutto più complicato, non credo sia  impossibile, ma sicuramente difficile perché gli uccellini volano e l'istinto è istinto, rincorrere un essere che svolazza è delle volte più forte della ragione e il nostro amico non fa eccezione, in fondo è un cacciatore nato!!!
Ma non è detto che non si possano farli convivere, però personalmente non mi fiderei a lasciar libero un uccellino con un norvegese senza la dovuta sorveglianza.


COME FARE QUANDO ENTRA IN CASA UN NORVEGESE QUANDO C'E' UN ALTRO GATTO O UN CANE?

(data articolo 07/02/2005)

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Innanzitutto, non metterli subito di fronte all’altro, sarebbe un grave errore. Meglio cominciare facendo stare ciascuno in una stanza dove c’è l’odore dell’altro, in modo che possano abituarsi reciprocamente all’idea di un animale estraneo per casa.

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Coinvolgere il “padrone di casa” nei preparativi per il nuovo arrivo. Comincerà subito ad abituarsi alla situazione.

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Organizzare il primo incontro in un luogo neutro: nessuno dei due deve pensare che il nuovo arrivato stia invadendo il suo territorio.

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Lasciare sempre una possibilità di fuga al gatto, in particolare verso l’alto: nella stanza ci devono essere, per esempio, tavoli o mobili accessibili e sgombri dove micio possa facilmente rifugiarsi.

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Tranquillizzare entrambi: riempiamoli di carezze e parliamo dolcemente a bassa voce. Facciamo capire loro che noi siamo rilassati, che tutto è a posto.

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Evitare di farli ingelosire suddividendo equamente le attenzioni tra i due.

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Sgridare per bene quello dei due che si dimostrasse molto aggressivo, evitando però, di fargli sentire che il nostro affetto per lui sta venendo meno: deve solo capire che noi vogliamo che rispetti “l’altro”.

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Ribadire l’importanza del “padrone di casa”, raddoppiando le attenzioni nei suoi confronti.

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Tenere rigorosamente separate le ciotole dei due, evitando con cura che le abitudini (soprattutto alimentari) del primo “inquilino” siano modificate o turbate.

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Armarsi soprattutto di santa pazienza, i due avranno bisogno di un po' di tempo per abituarsi alla nuova situazione. il tempo e le nostre cure  saranno determinanti.